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	<title>Italiano &#8211; Царква і палітычны крызіс у Беларусі</title>
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	<title>Italiano &#8211; Царква і палітычны крызіс у Беларусі</title>
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	<item>
		<title>Dichiarazione del gruppo “Visione cristiana” riguarda l’aggressione militare contra fraterna Ucraina e partecipazione ad essa del regime di Lukashenko</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/dichiarazione-del-gruppo-visione-cristiana-riguarda-laggressione-militare-contra-fraterna-ucraina-e-partecipazione-ad-essa-del-regime-di-lukashenko/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Christian Vision]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 15:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Лісты і звароты]]></category>
		<category><![CDATA[ХРЫСЦІЯНСКАЯ ВІЗІЯ]]></category>
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					<description><![CDATA[24 febbraio 2022 Questa mattina il regime di Putin ha effettuato un atto dell’aggressione militare contro l’Ucraina. Uno dei trampolini di lancio di questa aggressione è stato il territorio della Repubblica di Belarus. Noi, sacerdoti, teologi, e laici attivi delle Chiese ortodossa, romana e greco-cattolica, anglicana e protestante, condanniamo fermamente l’aggressione del regime di Putin [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://belarus2020.churchby.info/oswiadczenie-grupy-chrzescijanska-wizja-w-sprawie-militarnej-agresji-na-bratnia-ukraine-i-udzialu-w-niej-rezimu-aleksandra-lukaszenki/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/pl.png" alt="Przeczytaj po polsku"></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/statement-of-the-christian-vision-working-group-of-the-coordination-council-regarding-military-aggression-against-fraternal-ukraine-and-alexander-lukashenkos-regime-involvement/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/en.png" alt="Read in English"></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/zayava-grupi-hristiyanske-bachennya-z-privodu-vijskovo%d1%97-agresi%d1%97-proti-bratno%d1%97-ukra%d1%97ni-ta-uchasti-rezhimu-oleksandra-lukashenka-v-nij/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/ua.jpg" alt="Читати по-українськи"></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/zayavlenie-gruppy-hristianskoe-videnie-po-povodu-voennoj-agressii-protiv-bratskoj-ukrainy-i-uchastiya-rezhima-aleksandra-lukashenko-v-nej/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/ru.png" alt="Читать на русском"></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/erklarung-der-gruppe-christliche-vision-uber-die-militarische-aggression-gegen-gegen-das-brudervolk-der-ukraine-und-die-beteiligung-des-regimes-von-alexander-lukaschenko-daran/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/de.png" alt="Deutsch"></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/zayava-grupy-hryscziyanskaya-viziya-nakont-vaennaj-agresii-supracz-braczkaj-ukrainy-i-udzelu-rezhymu-alyaksandra-lukashenki-u-yoj-2/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/by.png" alt="Беларуская"></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/%ce%b4%ce%ae%ce%bb%cf%89%cf%83%ce%b7-%cf%84%ce%b7%cf%82-%ce%bf%ce%bc%ce%ac%ce%b4%ce%b1%cf%82-%ce%b7-%cf%87%cf%81%ce%b9%cf%83%cf%84%ce%b9%ce%b1%ce%bd%ce%b9%ce%ba%ce%ae-%ce%bf%cf%80%cf%84%ce%b9%ce%ba/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2022/02/greek-kl.jpg" alt="Читать на греческом"></a></p>


<p class="has-text-align-right">24 febbraio 2022<br></p>



<p>Questa mattina il regime di Putin ha effettuato un atto dell’aggressione militare contro l’Ucraina. Uno dei trampolini di lancio di questa aggressione è stato il territorio della Repubblica di Belarus.</p>



<p>Noi, sacerdoti, teologi, e laici attivi delle Chiese ortodossa, romana e greco-cattolica, anglicana e protestante, condanniamo fermamente l’aggressione del regime di Putin contro l’Ucraina. Nel nome di Gesù Cristo esortiamo a cessare l’attacco e fermare l’aggressione militare!</p>



<p>Siamo oltraggiati delle azioni incostituzionali del regime di Lukashenko di fare il territorio della Repubblica di Bielorussia disponibile per un esercito straniero che vogliono esercitare l’aggressione contro un altro paese. Chiediamo il ritiro immediato delle truppe russe dal territorio della Bielorussia e di usare ogni mezzo per impedire la partecipazione dei militari bielorussi all’aggressione. Nel nome di Gesù Cristo, benediciamo ogni militare bielorusso e russo chi rifiuterà di partecipare nell’aggressione militare.</p>



<p>Cristo ha detto: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9). Fornendo accesso all’esercito dello stato che ha scatenato l’aggressione militare contro il popolo fraterno dell’Ucraina, Alexander Lukashenko ha violato non solo la Costituzione della Repubblica di Bielorussia, ma anche il comandamento di Cristo. L’usurpatore non solo ha scatenato il terrore contro il popolo bielorusso, ma l’ha reso complice del peccato di fratricidio di Caino. Il colpo inferto nel cuore del popolo fraterno dal territorio bielorusso ha contaminato la nostra terra e il sangue versato griderà a Dio (Gen 4,10).</p>



<p>Esprimiamo la solidarietà con il popolo dell’Ucraina che ora è costretto a ricorrere alle mezze militari per la protezione contra l’invasione straniera. Noi preghiamo insieme ai cristiani dell’Ucraina per il rapido ristabilimento della pace. Preghiamo per tutte le persone innocenti che sono morte, perché la vita e la dignità di ciascuno di loro è un dono inestimabile di Dio. Calpestare questo dono è un peccato davanti a Dio, Creatore e Padre di tutti gli uomini. Invochiamo la protezione su tutte le città e gli insediamenti che stanno sotto l’attacco.</p>



<p>Chiediamo le autorità ecclesiastiche di Russia e Bielorussia di alzare la loro voce autorevole in difesa della pace, di condannare l’aggressione, e di fare appello ai governi attuali della Russia e Bielorussia di cessare ogni azione militare e compensare il danno già fatto con tutti i mezzi possibili.</p>



<p>Invitiamo la comunità cristiana del tutto il mondo alla preghiera, alla solidarietà e al sostegno degli sforzi per la pace e per cessazione dell’aggressione.</p>



<p>Preghiamo il Signore Onnipotente, Creatore della storia dei popoli e all’Arbitro dei destini umani. Signore, mandaci la pace del Tuo Regno, in cui non è sguainata una sola spada. Benedicici per seguire il Tuo insegnamento delle verità, giustizia e amore. Che il Tuo Spirito Santo guarisca i cuori feriti dall’odio, illumini la mente oscurata dal rancore, risvegli la coscienza che ha perso la capacità di distinguere tra il bene e il male. Preghiamo per la pace!</p>


]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dichiarazione del Christian Vision Group sulla rimozione forzata dell&#8217;arcivescovo Artemy dal governo della diocesi di Grodno</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/dichiarazione-del-christian-vision-group-sulla-rimozione-forzata-dellarcivescovo-artemy-dal-governo-della-diocesi-di-grodno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Christian Vision]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 20:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Афіцыйныя дакументы]]></category>
		<category><![CDATA[Праваслаўная Царква]]></category>
		<category><![CDATA[ХРЫСЦІЯНСКАЯ ВІЗІЯ]]></category>
		<category><![CDATA[Арцемій (Кішчанка)]]></category>
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					<description><![CDATA[9 giugno 2021 L&#8217;8 giugno 2021, il Sinodo della Chiesa ortodossa bielorussa ha deciso di intercedere presso Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus&#8217; Kirill e il Santo Sinodo &#8220;per il ritiro di Sua Grazia l&#8217;Arcivescovo di Grodno e Volkovysk Artemy per motivi di salute&#8221;. Il 9 giugno 2021, i membri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://belarus2020.churchby.info/zayava-grupy-hryscziyanskaya-viziya-z-nagody-gvaltounaga-zmyashchennya-arhiepiskapa-arczemiya-ad-kiravannya-grodzenskaj-eparhiyaj/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/by.png" alt="Беларуская" /></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/zayavlenиe-gruppy-hrиstиanskoe-vиdenиe-po-povodu-nasиlstvennogo-otstranenиya-arhиepиskopa-artemиya-ot-upravlenиya-grodnenskoj-eparh/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/ru.png" alt="Читать на русском" /></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/archbishop-artemy-hrodna/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/en.png" alt="Read in English" /></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/erklarung-der-arbeitsgruppe-christliche-vision-zur-erzwungenen-absetzung-von-erzbischof-artemij-aus-der-leitung-der-diozese-von-grodno/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/de.png" alt="Deutsch" /></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/declaration-du-groupe-la-vision-chretienne-a-propos-du-conge-force-de-mgr-artemios-contraint-de-laisser-son-diocese-de-grodno/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/fr.png" alt="Lire en français" /></a></p>
<p>9 giugno 2021</p>
<p>L&#8217;8 giugno 2021, il Sinodo della Chiesa ortodossa bielorussa ha deciso di intercedere presso Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus&#8217; Kirill e il Santo Sinodo &#8220;per il ritiro di Sua Grazia l&#8217;Arcivescovo di Grodno e Volkovysk Artemy per motivi di salute&#8221;. Il 9 giugno 2021, i membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa hanno esaminato questa petizione in una riunione online di emergenza e hanno deciso di licenziare l&#8217;arcivescovo Artemy. Tale decisione, secondo lo Statuto della Chiesa ortodossa russa, è un &#8220;caso eccezionale&#8221; (V.26.a.).</p>
<p>Si tratta infatti di un allontanamento violento del vescovo diocesano, motivato da un pretesto volutamente falso: presumibilmente “per motivi di salute”. L&#8217;inverosimile di un&#8217;occasione del genere è testimoniata dall&#8217;assenza di una richiesta di pensionamento da parte dello stesso arcivescovo Artemy, nonché dalla fretta e dalla canonica negligenza con cui tale decisione è stata eseguita.</p>
<p>Si dovrebbe presumere che la vera ragione della rimozione forzata dell&#8217;arcivescovo Artemy dalla diocesi di Grodno, nonché la ragione della rimozione dalla sede di Minsk e dall&#8217;incarico dell&#8217;esarca patriarcale metropolita Pavel (Ponomarev) nell&#8217;agosto 2020, sia stata l&#8217;audace posizione morale pubblica di entrambi i vescovi durante la crisi socio-politica, iniziata in Bielorussia nell&#8217;estate del 2020.</p>
<p>La crisi, che continua fino ad oggi, è stata causata dalla falsificazione dei risultati delle elezioni presidenziali e dal mantenimento forzato del potere da parte dell&#8217;ex presidente della Repubblica di Bielorussia Alexander Lukashenko, nonché da violenze estreme, repressione di massa, torture e persecuzioni contro i cittadini della Repubblica di Bielorussia che hanno espresso il loro disaccordo con l&#8217;illegalità, la violazione dei principi costituzionali della democrazia e dello stato di diritto, la grave violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.</p>
<p>L&#8217;arcivescovo Artemy è stato uno dei primi capi della chiesa che ha agito come testimone della verità nell&#8217;eterna battaglia del bene e del male, avvertendo profeticamente nel suo discorso al gregge il 14 agosto: “Non puoi giocare con la verità, distorcendola e sminuzzandola per convenienza politica. Perché la Verità è quel fenomeno di valore e una categoria semantica, dietro la quale sta: DIO! E se la Verità è presa tra virgolette e con un leggero movimento della mano si trasforma in una menzogna, allora viene calpestato Colui Che è il Padre della Verità! E un altro padre entra nell&#8217;arena. Padre di bugie. Il quale, come sappiamo dalla Parola di Dio, è chiamato il Diavolo! .. E che tutti i fatti di inganno, violenza e crudeltà siano investigati con giustizia, onestà e apertura, affinché si possa fare la Giustizia e la Verità trionfi!”</p>
<p>Nel suo sermone del 16 agosto, l&#8217;arcivescovo Artemy ha detto: &#8220;La posizione di un credente è che è inconciliabile con il male, non si adegua a chi è al potere, ma fa come Cristo ha comandato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;arcivescovo Artemy ha testimoniato la verità del Vangelo non solo nel mezzo di una crisi politica. Questo è un vescovo autorevole e rispettato della Chiesa ortodossa bielorussa, la sua scuola teologica e pastorale è stata frequentata da migliaia di giovani laici attivi, missionari e studenti di teologia. Un vero padre per il suo gregge, nella cui diocesi si costruivano rapporti di indiscutibile autorità, fiducia reciproca e rispetto. Nella diocesi di Grodno, da lui governata, c&#8217;erano un collegio laico, confraternite giovanili ortodosse e un dipartimento diocesano per l&#8217;ambiente.</p>
<p>A metà agosto, più di 300 persone &#8211; sacerdoti, teologi, intellettuali, laici attivi, dipendenti delle strutture BOC hanno scritto una lettera a Vladyka Artemy con gratitudine per la sua posizione e il suo coraggio.</p>
<p>Le dimissioni forzate dell&#8217;arcivescovo Artemy mina l&#8217;autorità della gerarchia tra le persone di chiesa, tra i laici e il sacerdozio, e danneggia anche l&#8217;immagine della Chiesa ortodossa nella società bielorussa.</p>
<p>Esprimiamo il nostro risoluto disaccordo con la rimozione violenta politicamente motivata dell&#8217;arcivescovo Artemy e l&#8217;arbitrarietà canonica nei suoi confronti. Condanniamo fermamente le azioni dei Sinodi della Chiesa ortodossa bielorussa e della Chiesa ortodossa russa volte alla persecuzione ingiustificata dell&#8217;arcivescovo Artemy. Invitiamo coloro che hanno partecipato attivamente alla rimozione dell&#8217;arcivescovo Artemy o con il loro silenzio hanno sostenuto l&#8217;ingiustizia contro di lui, a prendere tutte le misure per ristabilire la giustizia.</p>
<p>Accogliamo calorosamente la solidarietà del clero, dei teologi e dei laici attivi della Chiesa ortodossa bielorussa nei confronti dell&#8217;arcivescovo Artemy, così come la solidarietà del clero e dei credenti di altre confessioni. Notiamo in particolare quei vescovi che si sono rifiutati di partecipare alla violenza canonica contro il loro fratello.</p>
<p>Attiriamo l&#8217;attenzione delle chiese straniere, delle organizzazioni ecumeniche e della comunità internazionale sul fatto che una tale persecuzione politicamente motivata di un leader ecclesiale è un altro vivido esempio di pressione sulla chiesa e sui leader ecclesiali da parte del regime politico nella Repubblica di Bielorussia, Stato intervento nell&#8217;autonomia di un&#8217;organizzazione ecclesiale e, di fatto, persecuzione per la fede. Invitiamo la comunità cristiana mondiale alla solidarietà con il vescovo ortodosso perseguitato.<br />
Esprimiamo il nostro profondo rispetto e gratitudine all&#8217;arcivescovo Artemy per il suo coraggio nel predicare le verità del Vangelo, per la sua risolutezza nel sostenere i principi di pace e giustizia, per una voce profetica e per la speranza per il futuro della Chiesa ortodossa bielorussa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dichiarazione del gruppo del Consiglio di coordinamento &#8220;Christian Vision&#8221; sulla morte del prigioniero politico Vitold Ashurok nella colonia di Shklov</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/dichiarazione-del-gruppo-del-consiglio-di-coordinamento-christian-vision-sulla-morte-del-prigioniero-politico-vitold-ashurk-nella-colonia-di-shklov/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Christian Vision]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Афіцыйныя дакументы]]></category>
		<category><![CDATA[Рыма-Каталіцкая Царква]]></category>
		<category><![CDATA[ХРЫСЦІЯНСКАЯ ВІЗІЯ]]></category>
		<category><![CDATA[Будслаў]]></category>
		<category><![CDATA[Вітольд Ашурак]]></category>
		<category><![CDATA[Ірэна Бярнацкая]]></category>
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					<description><![CDATA[22 maggio 2021 Vitold Ashurok, un credente cattolico e attivista della comunità cattolica di Lida, è morto il 21 maggio 2021 nella colonia correzionale IK-17 a Shklov, dove stava scontando una condanna a cinque anni. L&#8217;attivista è stato condannato il 18 gennaio 2021 dal giudice della regione di Lida, Maxim Filatov, ai sensi di due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://belarus2020.churchby.info/zayavlen%d0%b8e-gruppy-koord%d0%b8nacz%d0%b8onnogo-soveta-hr%d0%b8st%d0%b8anskoe-v%d0%b8den%d0%b8e-po-povodu-g%d0%b8bel%d0%b8-v-shklovskoj-kolon%d0%b8%d0%b8-pol%d0%b8t%d0%b8cheskogo-zaklyu/"><img decoding="async" class="alignnone" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/ru.png" alt="Читать на русском" width="20" height="13" /></a> <a href="https://belarus2020.churchby.info/vitold-ashurak/"><img decoding="async" class="alignnone" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/en.png" alt="Read in English" width="20" height="13" /></a></p>


<p>22 maggio 2021</p>



<p>Vitold Ashurok, un credente cattolico e attivista della comunità cattolica di Lida, è morto il 21 maggio 2021 nella colonia correzionale IK-17 a Shklov, dove stava scontando una condanna a cinque anni. L&#8217;attivista è stato condannato il 18 gennaio 2021 dal giudice della regione di Lida, Maxim Filatov, ai sensi di due articoli del codice penale della Repubblica di Bielorussia, parte 1, art. 342 (&#8220;Organizzazione e preparazione di azioni che violano gravemente l&#8217;ordine pubblico, o partecipazione attiva ad essi&#8221;) e 364 (&#8220;Violenza o minaccia di violenza contro un dipendente degli organi di affari interni&#8221;). Su iniziativa del giudice, il processo si è svolto a porte chiuse a causa della presunta &#8220;minaccia alla sicurezza dello Stato&#8221;. Il 27 gennaio 2021, 11 organizzazioni bielorusse per i diritti umani hanno riconosciuto Ashurk come prigioniero politico.</p>



<p>Vitold Ashurok era un attivo credente cattolico, non indifferente all&#8217;illegalità e alla violenza in atto nel suo paese. Dall&#8217;agosto 2020 ha partecipato attivamente non solo a proteste politiche, ma anche ad azioni di lavoro spirituale &#8211; insieme ad altri fedeli ha pregato al rosario, ha partecipato al rito della novena pompeiana &#8211; questa è una preghiera al santo rosario che dura 54 giorni. La novena pompeiana è stata iniziata il 12 agosto da Irene Bernatskaya, che ora è anche detenuta nell&#8217;ambito della persecuzione politica. La preghiera è stata eseguita sulla strada davanti alla chiesa Farny dell&#8217;Esaltazione della Santa Croce nella città di Lida. Quando il 31 agosto all&#8217;arcivescovo della Chiesa cattolica romana in Bielorussia Tadeusz Kondrusiewicz è stato negato l&#8217;ingresso nella Repubblica di Bielorussia, alla novena si sono aggiunte anche le richieste per il ritorno del metropolita in patria.</p>



<p>Dieci giorni fa, ci siamo addolorati per l&#8217;incendio che si è verificato nel Santuario Nazionale della Madre di Dio di Budslav. Questo incendio ha mobilitato un numero enorme di volontari e donatori e, grazie agli sforzi congiunti, i bielorussi saranno in grado di restaurare la chiesa. Ieri, con la morte di Vitold Ashurk, è stato distrutto un tempio vivente, che non può essere restaurato da nessuno sforzo umano.</p>



<p>Processi chiusi di prigionieri politici, che li privano del diritto a un processo equo; scadenze sproporzionatamente strette per partecipare a manifestazioni pacifiche ed esprimere la propria opinione, non condizionate dalla logica del diritto, ma dalla logica dell&#8217;intimidazione da parte di un regime autoritario illegale; condizioni degradanti di detenzione di prigionieri politici sia nei procedimenti amministrativi che penali; ha usato violenza e tortura; barriere all&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria; restrizioni nell&#8217;esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compreso il diritto alla libertà di religione e credo, a cui sono soggetti coloro che sono perseguitati per aver espresso le loro opinioni e indignazione per la tirannia, la violenza e l&#8217;illegalità in Bielorussia, creano un&#8217;atmosfera di terrore e portano a tragedie e la morte di persone innocenti.</p>



<p>Chiediamo a tutti i credenti di pregare per il riposo dell&#8217;anima di Vitold Ashurk e ai non credenti di esprimere solidarietà con altre azioni simboliche. Invitiamo la comunità cristiana mondiale alla solidarietà con i credenti bielorussi che partecipano al movimento democratico pacifico, specialmente con coloro che sono in prigione. Chiediamo alla leadership della Chiesa cattolica di compiere ogni possibile sforzo diplomatico in modo che i prigionieri politici credenti possano avere l&#8217;opportunità di incontrare il clero, l&#8217;accesso alla stampa e alla letteratura religiosa, nonché il rilascio anticipato di persone innocenti. Chiediamo a tutte le chiese di alzare la voce contro il male, l&#8217;ingiustizia, la crudeltà e l&#8217;illegalità che stanno accadendo nelle carceri e in tutto il paese.</p>



<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Паведамленне Апостальскай Нунцыятуры ў Рэспубліцы Беларусь (BY / RU / EN / IT)</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/pavedamlenne-apostalskaj-nuncyyatury-%d1%9e-respublicy-belarus-by-ru-en-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[a1234]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Афіцыйныя дакументы]]></category>
		<category><![CDATA[На русском]]></category>
		<category><![CDATA[Па-беларуску]]></category>
		<category><![CDATA[ПЕРАСЛЕД]]></category>
		<category><![CDATA[Рыма-Каталіцкая Царква]]></category>
		<category><![CDATA[Антэ Ёзіч]]></category>
		<category><![CDATA[Папа Францішак]]></category>
		<category><![CDATA[Тадэвуш Кандрусевіч]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://belarus2020.churchby.info/?p=3225</guid>

					<description><![CDATA[Паведамленне Апостальскай Нунцыятуры ў Рэспубліцы Беларусь Апостальская Нунцыятура ў Рэспубліцы Беларусь паведамляе, што 22 снежня 2020 года з кампетэнтных дзяржаўных органаў атрымала інфармацыю пра тое, што арцыбіскуп Тадэвуш Кандрусевіч не мае перашкодаў для вяртання на тэрыторыю Рэспублікі Беларусь. У той жа час Апостальская Нунцыятура выказвае падзяку Дзяржаўным уладам Рэспублікі Беларусь за станоўчы адказ на просьбу [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Паведамленне Апостальскай Нунцыятуры ў Рэспубліцы Беларусь</p>



<p>Апостальская Нунцыятура ў Рэспубліцы Беларусь паведамляе, што 22 снежня 2020 года з кампетэнтных дзяржаўных органаў атрымала інфармацыю пра тое, што арцыбіскуп Тадэвуш Кандрусевіч не мае перашкодаў для вяртання на тэрыторыю Рэспублікі Беларусь.</p>



<p>У той жа час Апостальская Нунцыятура выказвае падзяку Дзяржаўным уладам Рэспублікі Беларусь за станоўчы адказ на просьбу Папы Францішка адносна магчымасці вяртання арцыбіскупа Тадэвуша Кандрусевіча для цэлебрацыі ўрачыстасці Нараджэння Пана з вернікамі, пастырам якіх ён з’яўляецца.</p>



<p><em>Арцыбіскуп Антэ Ёзіч,&nbsp;Апостальскі Нунцый</em></p>



<p><strong>RU</strong></p>



<p>Сообщение Апостольской Нунциатуры в Республике Беларусь</p>



<p>Апостольская Нунциатура в Республике Беларусь сообщает, что 22 декабря 2020 года из компетентных государственных органов получила информацию о том, что архиепископ Тадеуш Кондрусевич не имеет препятствий для возвращения на территорию Республики Беларусь.</p>



<p>Вместе с тем Апостольская Нунциатура выражает признательность государственным органам Республики Беларусь за положительный ответ на просьбу Папы Франциска о возможности возвращения архиепископа Тадеуша Кондрусевича для совершения торжественных богослужений Рождества Христова с верующими, пастырем которых он является.</p>



<p><em>Архиепископ Анте Йозич,&nbsp;Апостольский Нунций</em></p>



<p><strong>EN</strong></p>



<p>Statement of the Apostolic Nunciature in the Republic of Belarus</p>



<p>The Apostolic Nunciature in the Republic of Belarus informs that on December 22, 2020, it received information from the competent state bodies that Archbishop Tadeusz Kondrusiewicz has no obstacles to return to the territory of the Republic of Belarus.</p>



<p>At the same time, the Apostolic Nunciature express its gratitude to the State Authorities of Belarus for responding positively to Pope Francis&#8217; request to return Archbishop Tadeusz Kondrusiewicz to celebrate the Nativity of the Lord with the faithful of which he is pastor.</p>



<p><em>Archbishop Ante Jozić, Apostolic Nuncio</em></p>



<p><strong>IT</strong></p>



<p>Comunicato stampa della Nunziatura Apostolica nella Repubblica di Belarus</p>



<p>Il 22 dicembre 2020, la Nunziatura Apostolica nella Repubblica di Belarus conferma di aver ricevuto dagli organi statali competenti della Repubblica di Belarus l’informazione che l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz non ha più ostacoli per rientrare nel territorio della Repubblica di Belarus.</p>



<p>In pari tempo, la Nunziatura Apostolica esprime la sua gratitudine alle Autorità statali della Repubblica di Belarus per aver risposto positivamente alla richiesta di Sua Santità Papa Francesco, circa la possibilità di rientro dell’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, che potrà così celebrare la solennità del Santo Natale con i fedeli di cui è Pastore.</p>



<p><em>Arcivescovo Ante Jozić, Nunzio Apostolico</em></p>



<p><a href="https://catholic.by/3/news/belarus/12636-pavedamlenne-apostalskaj-nuntsyyatury-respublitsy-belarus#ad2">catholic.by</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bielorussia, a che punto è la notte?</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/bielorussia-a-che-punto-e-la-notte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Александр Шрамко]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Аналітыка, каментарыі]]></category>
		<category><![CDATA[Міжнародная царкоўная салідарнасць]]></category>
		<category><![CDATA[Праваслаўная Царква]]></category>
		<category><![CDATA[Рыма-Каталіцкая Царква]]></category>
		<category><![CDATA[Сведчанні]]></category>
		<category><![CDATA[Аляксандр Кухта]]></category>
		<category><![CDATA[Зміцер Строцаў]]></category>
		<category><![CDATA[Павел (Панамароў)]]></category>
		<category><![CDATA[Раман Бандарэнка]]></category>
		<category><![CDATA[Сяргей Лепін]]></category>
		<category><![CDATA[Тадэвуш Кандрусевіч]]></category>
		<category><![CDATA[Юрый Касабуцкі]]></category>
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					<description><![CDATA[Marta Dell&#8217;Asta La gente scende in piazza da quattro mesi, la repressione brutale non è riuscita a fermarla. «Che c’è di nuovo?», hanno chiesto al poeta Dmitrij Strocev. «Il popolo», ha risposto. Passano le settimane e la protesta bielorussa non si ferma. Non è cessata per l’arrivo dell’inverno con la pioggia e la neve; non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Marta Dell&#8217;Asta</p>



<p><strong>La gente scende in piazza da quattro mesi, la repressione brutale non è riuscita a fermarla. «Che c’è di nuovo?», hanno chiesto al poeta Dmitrij Strocev. «Il popolo», ha risposto.</strong></p>



<p>Passano le settimane e la protesta bielorussa non si ferma. Non è cessata per l’arrivo dell’inverno con la pioggia e la neve; non è cessata con il crescere del Covid; né dopo gli arresti di massa di ottobre e novembre (fino a 1200 al giorno), né dopo i pestaggi e neppure dopo alcune morti violente: l’11 novembre la morte del 31enne Roman Bondarenko arrestato nel cortile di casa e pestato dalla polizia fino al trauma cranico irreversibile; e il 4 dicembre, a Brest, la morte improvvisa dell’attivista Roman Rešeckij, 42 anni, appena uscito di prigione.  Davanti a questo crescendo – non dimentichiamo neppure i licenziamenti degli operai e dei minatori in sciopero – tra la gente cresce la paura fisica (come del resto il regime voleva che fosse) ma cresce anche la resilienza.</p>



<p>La sfida, dopo quattro mesi, è continuare senza sapere come andrà a finire ma con la volontà che non finisca tutto nel nulla; cercando anche di evitare che qualcuno ceda a reazioni disperate e violente. Certo il gioco è molto duro: in 120 giorni di proteste ci sono stati oltre 30.000 arresti e fermi, 900 denunce penali contro gli oppositori, ma neanche una contro gli agenti della polizia.</p>



<p>In questo scontro durissimo c’è chi vede un’inutile lotta, destinata a fallire per la disparità delle forze; e chi invece vede – a prescindere dall’esito politico – un irreversibile processo di crescita della coscienza civica bielorussa. Di sicuro è stato sfatato il mito che il popolo bielorusso sarebbe inerte e disposto a sopportare all’infinito; dice&nbsp;<a href="https://www.lanuovaeuropa.org/societa/2020/10/14/in-bielorussia-siamo-andati-oltre-la-protesta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dima Strocev</a>&nbsp;che in realtà le proteste in Bielorussia ci sono state quasi ininterrottamente da 26 anni a questa parte, cioè dal momento in cui Lukašenko è salito al potere e sono incominciate le violenze.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/Riot-Police-Belarus.jpg" alt="Bielorussia, a che punto è la notte" class="wp-image-14747"/></figure></div>



<p>Sin dall’inizio il presidente ha impostato la politica interna sull’intimidazione e l’uso della forza (in Bielorussia esistono ancora il KGB e la pena di morte), e questa formula ha tenuto a lungo. Ci sono stati momenti caldi, come nel 2006 e nel 2010 quando la resistenza è stata molto forte, ma poi le proteste sono state soffocate nel sangue, gli oppositori politici fatti sparire nel nulla. Tutto è avvenuto in sordina, lontano dai riflettori. Probabilmente è stata soprattutto la mancanza d’informazione a far nascere l’idea del popolo bielorusso immerso in un sonno profondo. Questa volta invece l’informazione c’è stata, alimentata quotidianamente dai mille rivoli della rete e dall’agenzia indipendente&nbsp;<em><a href="https://www.tut.by/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tut.by</a></em>.</p>



<p>Ma un’altra differenza essenziale sta nel fatto che ora la protesta non è più dei soli gruppi d’opposizione ma è veramente popolare. Fin qui il regime aveva sempre detto che combatteva organizzazioni terroristiche pagate dall’estero; ma stavolta l’abituale retorica non ha funzionato perché, come sostiene Strocev, in questi 26 anni il paese è cambiato. E lo si tocca con mano, mentre prima neppure gli stessi bielorussi se ne rendevano conto; è come se in tutti questi anni la società civile avesse cercato un suo modo di esprimere la protesta che non fosse puramente politico (come faceva l’opposizione), ma fondato sulla dignità e la solidarietà.</p>



<p>Il popolo bielorusso sta nascendo adesso, dicono in molti, in questo senso sta accadendo una vera rivoluzione che scalza le radici del vecchio sistema – lo statalismo, la fiducia nella forza, la latitanza della persona, la mancanza di responsabilità – mettendone a nudo l’anima totalitaria, e mettendo in luce, al contrario, l’origine e l’anima della resistenza: la persona.</p>



<p>È per questo, e non solo per le dimensioni, che le proteste degli ultimi mesi si distinguono da quelle del passato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/akcii_16_dekabrya_2.jpg" alt="minsk manifestanti donne" class="wp-image-14748"/></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><br>Un duello diseguale e significativo</strong></h4>



<p>Dalla cronaca sommaria delle proteste emergono i momenti del duello in corso tra resistenza civile e potere, da cui si capisce la natura dei due contendenti. In questo duello si sono viste molte azioni e reazioni, dove l’iniziativa è stata presa generalmente dalla società, come ha sottolineato la giornalista Natallia Vasilevič.</p>



<p>Primo atto: Lukašenko mette fuori gioco tutti i concorrenti alle presidenziali del 2020, come ha fatto in passato in modo anche più cruento. &nbsp;Ma parte l’iniziativa civile: inaspettatamente tre donne, Svetlana Tichanovskaja, Marija Kolesnikova e Veronika Cepkalo, si candidano al posto dei tre leader dell’opposizione arrestati. Dopo avere in un primo momento sottovalutato la cosa, all’indomani delle votazioni il regime (evidentemente preoccupato dal plebiscito per Tichanovskaja) reagisce espellendo Cepkalo e Tichanovskaja, costrette con minacce a riparare all’estero, mentre il coro della stampa le accusa di fuggire vigliaccamente. Tuttavia una nuova presa di posizione scompagina le carte: con Kolesnikova la tecnica non funziona. Prelevata a forza nel centro di Minsk il 7 settembre, impedisce che la facciano espatriare verso l’Ucraina stracciando il proprio passaporto.&nbsp; E passa così dalla condizione di «rapita» a quella di «arrestata». Le agenzie ufficiali rivedono frettolosamente le loro veline, e comunicano che Kolesnikova è stata presa mentre cercava di scappare all’estero. Da allora, e sono più di due mesi, si trova in cella d’isolamento, senza neppure la possibilità di parlare col suo avvocato. Ma ha una rivincita: quando il 10 ottobre, con una mossa che vorrebbe dividere il fronte degli oppositori, Lukašenko si reca in prigione per dialogare con i leader arrestati, Kolesnikova si rifiuta di partecipare.</p>



<p>Secondo atto: nel suo genere, il presidente è un politico esperto ed ha capito molto presto che questa volta i brogli elettorali avrebbero suscitato reazioni più forti, per questo ha scatenato da subito una repressione durissima e sproporzionata, contando su due possibili esiti: 1) di bloccare sul nascere le manifestazioni; o, alla peggio 2) di provocare uno scontro aperto, e quindi poter gridare alla congiura terroristica manovrata dall’estero. Invece è successo qualcosa cui non era preparato: le manifestazioni sono cresciute fino a essere di massa, ma sono rimaste pacifiche e costanti nel tempo.</p>



<p>Davanti a questa terza variante non prevista il regime ha semplicemente incrementato la forza bruta, magari alternando al bastone la classica carota: pestaggi e torture contro i dimostranti inermi da una parte, e gesti «liberali» per accattivarsi le simpatie di determinati ambienti dall’altra. Un ambiente che sta molto a cuore al governo è quello della Chiesa ortodossa, alla quale Lukašenko, come osserva il deputato Oleg Gajdukevič, ha munificamente e inaspettatamente offerto di inserire nella Costituzione i «valori ortodossi tradizionali della famiglia»: «fate le vostre proposte e noi le prenderemo in esame», ha detto.</p>



<p>Tuttavia, anche&nbsp;<a href="https://www.lanuovaeuropa.org/chiesa/2020/11/26/lettera-ai-cristiani-bielorussi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra i credenti</a>&nbsp;ci sono dei soggetti che non piacciono affatto al presidente – siano essi ortodossi o cattolici – perché non si accontentano di pregare in chiesa come vorrebbe lui, ma osano esprimere pubblicamente le loro critiche. Così, dopo il primate della Chiesa cattolica, monsignor Kondrusiewicz (al quale viene impedito di fare ritorno in patria) e il metropolita ortodosso Pavel (trasferito frettolosamente ad altra sede), sono entrati nella lista nera altri due esponenti religiosi: padre Sergij Lepin, addetto stampa della Chiesa ortodossa bielorussa, e monsignor Jurij Kosobuckij, vicario episcopale della diocesi cattolica di Minsk-Mogilev; nei loro confronti la Procura generale ha emesso un monito ufficiale dopo che i due prelati avevano deplorato il gesto della polizia che aveva distrutto il memoriale popolare a Roman Bondarenko.</p>



<p>In ogni caso, il paese ormai non ha più alcuna fiducia nel presidente qualsiasi cosa possa dire o promettere. La posizione dei dimostranti è stata chiara:</p>



<p>il tempo dei confronti ideologici e culturali tra sostenitori di posizioni tradizionali o laiche verrà a suo tempo, quando ci sarà un clima democratico di dialogo nel rispetto reciproco, e ogni fazione – religiosa, politica, nazionale – avrà la possibilità di esprimersi senza il timore di subire violenza. Oggi la società tutta unita è impegnata non a difendere interessi e privilegi di parte, ma ad ottenere trasparenza, elezioni regolari, fine delle violenze.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/devushki_s_zontami_20201215_tutby_reuters_001_img_1218_1.jpg" alt="minsk manifestanti donne" class="wp-image-14749"/></figure></div>



<p>Dall’estero Tichanovskaja ha ribadito pubblicamente questa posizione; la sua idea è semplice quanto radicale:</p>



<p>non sosteniamo un pacchetto di valori e programmi politici, ma chiediamo regole del gioco giuste, chiare ed efficaci, il dialogo, l’uguaglianza e il rispetto dell’opinione altrui. Non siamo innanzitutto <em>contro</em> <em>Lukašenko</em> e la sua politica – ha proseguito – ma contro il sistema della menzogna totale, della manipolazione e della repressione.</p>



<p>E mentre sull’arena pubblica vengono affermati questi principi, il governo continua a inscenare un teatrino dell’«ordine costituito» talmente patetico da apparire un vero autogol: sul sito del Ministero degli Interni hanno pubblicato le foto degli OMON premiati per i «successi nel mantenimento dell’ordine pubblico» e una lettera collettiva degli atleti a sostegno di Lukašenko, ma nella foto dei premiati non si vedono i volti e nella lettera non compaiono le firme.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Resistenza partigiana</strong></h4>



<p>Terzo atto: com’è stato rilevato più volte, i cittadini bielorussi che protestano cambiano tattica di giorno in giorno, avendo capito da tempo che le «prove di forza» delle prime settimane sono controproducenti; per questo la resistenza ha preso via via forme diverse, che vanno dall’assistenza logistica al sostegno legale, dai&nbsp;<em>flash mob</em>&nbsp;alle manifestazioni di categoria e agli scioperi. Tutte forme che spiazzano le forze dell’ordine, costringendole a un carosello di interventi spesso inefficaci. Il che non toglie, naturalmente, che gli arresti ci siano e le brutalità pure; e non passano certo inosservate, ma impressionanti sono anche la creatività e la costanza con le quali si risponde e si supera la paura.<img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/kuchta_preghiera.jpg" alt="Kuchta" width="800" height="836" srcset="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/kuchta_preghiera.jpg 800w, https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/kuchta_preghiera-287x300.jpg 287w, https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/kuchta_preghiera-768x803.jpg 768w, https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/kuchta_preghiera-600x627.jpg 600w"></p>



<p id="caption-attachment-14746"><em>A. Kuchta (al centro)&nbsp; con altri sacerdoti recita una preghiera presso il memoriale a R. Bondarenko (facebook).</em></p>



<p>Uno dei primi servizi nati a lato delle manifestazioni è stata l’assistenza agli arrestati e alle loro famiglie; ci ha pensato un gruppo di volontari assieme al giovane sacerdote ortodosso Aleksandr Kuchta, che solo quattro giorni dopo le elezioni presidenziali, quando già erano iniziati gli arresti, hanno creato davanti alla prigione di via Okrestina (a Minsk) una postazione che offriva varie forme di sostegno:</p>



<p>1) aiutava i parenti degli arrestati a individuare dov’era internato il proprio caro (i primi giorni gli arrestati erano così numerosi che venivano spartiti in varie prigioni, anche in altre città);<br>2) pubblicava in internet gli elenchi degli arrestati che la polizia si limitava ad appendere fuori dalle prigioni;<br>3) aiutava i parenti ad avere notizie e a confezionare in modo corretto i pacchi, in modo che non contenessero niente di proibito e che questo non fornisse il pretesto per non consegnare i pacchi;<br>4) prestava soccorso ai prigionieri rilasciati (quasi sempre in piena notte) i quali erano spesso in stato confusionale e con pesanti ferite e fratture. Il primo soccorso era fornito da medici volontari che stazionavano su ambulanze in attesa fuori dalle prigioni.</p>



<p>Nel frattempo si affinava la tattica delle marce dei piccoli gruppi (da 500 a un massimo di 2000 persone) nei rioni periferici; ci sono stati anche una decina di questi eventi in contemporanea. Con questi&nbsp;<em>flash mob</em>&nbsp;si cerca di rendere la protesta sicura, mobile e imprevedibile. C’è poi chi si occupa di esporre ovunque i colori bianco-rosso-bianco della protesta: su balconi, cavi elettrici, alberi, edifici pubblici, negozi, cassette della posta. Strocev chiama tutto questo «arte della protesta», che ha un’anima intuitiva e vive del presente, del giorno o anche dell’attimo, e crea simboli in tutto ciò che fa: «Tutto ciò che non passa attraverso la cruna dell’ago della protesta rimane roba da museo».</p>



<p>Una forma di protesta particolare è quella dei medici, che sono testimoni diretti sia delle violenze della polizia, sia delle menzogne del governo sulla situazione Covid-19; sul loro canale social «Camici bianchi» pubblicano le cifre autentiche dell’epidemia in Bielorussia, e denunciano i casi di torture che constatano direttamente sui pazienti. I medici che più si sono esposti sono stati immediatamente denunciati e arrestati, e sono già in corso i processi. I loro colleghi ogni mattina prima di iniziare il lavoro formano una catena di solidarietà negli ospedali, in segno di protesta. Ora la polizia ha cominciato ad arrestare i medici direttamente in ospedale. La situazione si è fatta incandescente soprattutto dopo che il 19 novembre sono stati arrestati i due medici che hanno divulgato l’informazione «segreta» che nel sangue di Roman Bondarenko, accusato di ubriachezza e pestato a morte dalla polizia, non si è trovata traccia d’alcol, come invece avevano dichiarato le autorità. Per questo motivo i loro colleghi manifestano ogni mattina alzando dei cartelli con scritto 0‰ (la quantità di alcool trovata nel sangue della vittima).</p>



<p>https://www.youtube.com/embed/B5ZhYpMix8A?rel=0&amp;showinfo=0&nbsp;<em>La manifestazione dei medici (Tut.by).</em></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Le conseguenze civili</strong></h4>



<p>In un paese dove tutto sembra bloccato e il regime vorrebbe esattamente congelare tutto, la società civile continua a dare segnali di vita e cambiamento.</p>



<p>Secondo Dmitrij Strocev «oggi è in corso un incredibile processo di alfabetizzazione» in una società abituata ad essere oggetto passivo dello Stato.</p>



<p>Ad esempio si vanno formando i comitati di sciopero in un paese dove lo sciopero non è mai esistito, e dove pertanto mancano persino i rudimenti di come si faccia a scioperare e anche solo di cosa sia un sindacato. Lo stesso nel campo della solidarietà concreta: si diffondono i volontari che operano in tutti gli ospedali, i taxisti che portano gratis la gente che va alle prigioni…</p>



<p>Un capitolo a parte, del tutto inatteso e sorprendente, è costituito dalle forze dell’ordine; fra tutte quelle presenti in Bielorussia, le più numerose come organico sono quelle del Ministero degli Interni, che costituiscono la spina dorsale del regime. Secondo dati non ufficiali contano&nbsp;<em>da sole</em>&nbsp;almeno 130.000 uomini (su una popolazione di 9 milioni e mezzo; in Italia, invece, che pure ha una delle cifre più alte d’Europa, abbiamo&nbsp;<em>in totale</em>, tra tutte le forze di polizia, circa 300.000 agenti su 60 milioni di abitanti). L’eccezionalità dei fatti che stanno avvenendo ha scosso le coscienze anche tra i tutori dell’ordine, non tutti, evidentemente, sono sadici e violenti. Si è avviato così un processo di abbandono da parte degli agenti, che si è rafforzato col passare dei mesi.</p>



<p>Secondo dati non ufficiali si registrano numerose dimissioni volontarie dalle forze del Ministero degli Interni, del KGB e del Ministero della Protezione civile, ma anche dal Comitato Investigativo, dalla Procura, dalla magistratura, dalle forze armate. Già alla fine di agosto presso l’Ufficio quadri del Ministero degli Interni erano state depositate oltre 300 richieste di dimissioni; Igor’ Loban ha fornito i dati che riguardano i temibili OMON: solo a Minsk 16 dimissioni in agosto, 25 in settembre, oltre 30 in ottobre e altrettante in novembre. Ha anche aggiunto che tra gli OMON c’è fermento. A novembre il Commissariato centrale di polizia di Minsk registrava un deficit di quadri del 28,9%. Oltre a questo, gli stessi vertici delle forze dell’ordine hanno dato il via a una specie di purga interna, eliminando tutti gli agenti che hanno dato segni di simpatizzare con le proteste; soltanto all’interno del Comitato Investigativo ci sono stati 40 licenziati, e circa 700 nell’organico del Ministero degli Interni.</p>



<p>Gli abbandoni, è stato sottolineato, potrebbero essere ancora più massicci se non ci fossero alcuni fattori economici a frenarli: molti agenti hanno firmato dei contratti di lavoro che non si possono rescindere unilateralmente; altri hanno in corso dei mutui bancari; inoltre quasi nessuno ha una specializzazione professionale utilizzabile in campo civile e c’è lo spettro della disoccupazione, tanto più con l’economia in caduta libera. Proprio per questo sono nate negli ultimi tempi delle associazioni di soccorso e sostegno morale agli agenti licenziati come il «Fondo di solidarietà dei poliziotti», o il «Gruppo d’iniziativa degli ex agenti»&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/channel/UCs-6x-6RKU_1ks1DNKi2oqA">By_pol</a>&nbsp;che sulla sua pagina pubblica vari dati interessanti sulle repressioni. Per esempio che tra il 9 e il 26 agosto a Minsk sono state soccorse dalle ambulanze 1141 persone raccolte per strada o negli uffici di polizia con un vasto spettro di traumi: 64 con lesioni da scoppio, 45 con ferite da arma da fuoco, 9 con shock da taser, 9 con ferite da taglio, 203 con fratture di varia entità, tra cui 9 dell’arco mandibolare e della base del cranio, e 37 lesioni della colonna vertebrale. I volontari della Croce rossa hanno testimoniato anche dei danni psichici e delle crisi di panico di molti rilasciati.</p>



<p>Il 1° dicembre il Comitato di coordinamento presieduto dalla Tichanovskaja e By_pol hanno lanciato il progetto del «Registro unico dei crimini delle forze dell’ordine», una specie di memoria civile in previsione di un futuro processo ai responsabili. Tichanovskaja sta raccogliendo prove materiali da trasmettere alla Corte internazionale dell’Aia.</p>



<p>Intanto, molti paesi confinanti stanno dimostrando una solidarietà fattiva. Le sanzioni dell’EU sono arrivate al terzo pacchetto (ormai in dirittura d’arrivo), che contiene un lungo elenco di oltre cento persone e organizzazioni colpite dalle sanzioni (nel secondo pacchetto figuravano solo 15 nomi). I paesi baltici hanno pubblicato una lista di 156 funzionari bielorussi sottoposti a sanzione.</p>



<p>L’Università di Vilnius ha già accolto 90 studenti bielorussi espulsi dalle proprie università in patria; ad alcuni ha anche assicurato delle borse di studio. Per poterne accogliere ancora di più, la Fondazione dell’Università di Vilnius ha indetto una raccolta fondi nazionale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/12/devushki_s_zontami_20201215_tutby_reuters_004_img_1287.jpg" alt="minsk manifestanti donne" class="wp-image-14750"/></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><br>Fine e inizio</strong></h4>



<p>E infine nascono spontanee delle riflessioni sull’esperienza bielorussa di questi mesi. Un intellettuale russo, Oleg Glagolev, ha offerto un contributo a metà fra la riflessione e l’accorata speranza: «Noi tutti dell’ex spazio comunista ci riflettiamo nei fatti bielorussi come in uno specchio… Ma è uno specchio fatto in Unione Sovietica, deformante, cattivo, che sminuisce e umilia tutto. Il regime, in modo prettamente sovietico, si permette di picchiare e uccidere, di togliere la libertà, attentare alla dignità, umiliare e umiliarsi…</p>



<p>Gli eventi in Bielorussia sono l’agonia del regime sovietico; l’ultima fase –  spero – di questo regime umiliante che è qualcosa di più di un potere politico, infatti è entrato fin nelle viscere dei popoli che appartenevano all’URSS. Proprio per questo non ce ne si può liberare per via politica. È contro natura e anti umano, e per questo sparisce quando si risveglia l’umano in noi».</p>



<p>L’auspicio di Glagolev, è stato fatto notare, non sarà un’ingenua speranza se i bielorussi continueranno nella non violenza. Proprio in questo senso padre Aleksandr Kuchta ha lanciato in rete una raccomandazione accorata, rivolta a tutti: «Siamo uomini. È importante che ce lo ricordiamo, anche se intorno c’è guerra e distruzione. Chi viola questa legge si disumanizza in breve… Non penso che i violenti riusciranno a costruire qualcosa di buono, anche se vincessero. Non esiste un regime, uno Stato e, sospetto, neppure un popolo in nome del quale si possano giustificare delitti contro Dio e contro l’uomo. Talvolta è meglio morire in modo degno e giusto o sparire dalla faccia della terra piuttosto che consentire alle profferte del diavolo. Se non abbiamo la possibilità di ottenere una cosa con metodi degni, vuol dire che Dio non vuole che la otteniamo».</p>



<p><a href="https://www.lanuovaeuropa.org/societa/2020/12/17/bielorussia-a-che-punto-e-la-notte/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Nuova Europa, 17.12.2020</a></p>
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		<title>Lettera ai cristiani bielorussi</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/lettera-ai-cristiani-bielorussi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[a1234]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 16:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Арганізацыя малітваў, сімвалічных дзеянняў]]></category>
		<category><![CDATA[Іншыя цэрквы]]></category>
		<category><![CDATA[Лісты і звароты]]></category>
		<category><![CDATA[Міжканфесійнае супрацоўніцтва]]></category>
		<category><![CDATA[Праваслаўная Царква]]></category>
		<category><![CDATA[Пратэстанцкія цэрквы]]></category>
		<category><![CDATA[Рыма-Каталіцкая Царква]]></category>
		<category><![CDATA[Ліст да хрысціян Беларусі]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://belarus2020.churchby.info/?p=2588</guid>

					<description><![CDATA[Sacerdoti e laici della Chiesa ortodossa russa e di altre Chiese locali, cattolici e cristiani di altre confessioni, il 25 novembre hanno scritto una lettera per esprimere solidarietà e vicinanza ai cristiani della Bielorussia. Lettera che in ventiquattrore ha raccolto oltre un migliaio di firme. Cari fratelli e sorelle, cristiani della terra bielorussa sofferente, Noi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<a href="https://belarus2020.churchby.info/zvarot-svyataroў-i-miranaў-da-xrysciyan-belarusi/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/by.png" alt="Чытать па-беларуску"></a>



<a href="https://belarus2020.churchby.info/pismo-svyashhennikov-i-miryan-k-xristianam-belarusi/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/ru.png" alt="Читать по-русски"></a>



<a href="https://belarus2020.churchby.info/the-letter-from-clergy-and-laity-to-the-belarusian-christians/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/en.png" alt="To read of englisch"></a>



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<p>Sacerdoti e laici della Chiesa ortodossa russa e di altre Chiese locali, cattolici e cristiani di altre confessioni, il 25 novembre hanno scritto una lettera per esprimere solidarietà e vicinanza ai cristiani della Bielorussia. Lettera che in ventiquattrore ha raccolto oltre un migliaio di firme.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cari fratelli e sorelle, cristiani della terra bielorussa sofferente,</h4>



<p>Noi, firmatari di questa lettera, sacerdoti e laici della Chiesa ortodossa russa e di altre Chiese locali, cattolici e cristiani appartenenti ad altre confessioni, residenti in Russia e in altri paesi, vi scriviano per esprimervi solidarietà, sostegno e conforto.</p>



<p>Dare una valutazione giuridica degli avvenimenti che agitano la società è compito degli uomini di legge, non della comunità ecclesiale. Tuttavia, sulla scorta dei&nbsp;<em>Fondamenti della concezione sociale della Chiesa ortodossa russa</em>, la comunità ecclesiale non può esimersi dal «partecipare alla soluzione di problemi di rilievo per la società», e non può essere privata del «diritto di esprimere un giudizio sull’operato delle autorità» (III. 3), in primo luogo un giudizio morale.<br>Ognuno di noi sa per esperienza che il «mondo sta in potere del Maligno» (1<em>Gv</em>&nbsp;5,19). Ognuno di noi, indipendentemente dal paese in cui vive, si scontra con ingiustizia, inganno e ipocrisia.</p>



<p>Tuttavia, gli avvenimenti in atto nel vostro paese negli ultimi mesi non ci permettono di stare a guardare in silenzio, con indifferenza. Pur essendo divisi da frontiere politiche, noi cristiani siamo membra dell’unico Corpo di Cristo e per questo, come dice san Paolo, «se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (1<em>Cor</em>&nbsp;12,26).</p>



<p>Il 16 agosto il Sinodo della Chiesa ortodossa bielorussa ha reso pubblico un appello in cui si legge, tra l’altro: «Crediamo e speriamo che i leader del paese, chiamati per legge a rispettare e tutelare il proprio popolo, depongano la violenza, ascoltino le voci di quanti hanno subito torti e ingiuste repressioni durante il periodo dei contrasti, e processino e condannino quanti hanno dato prova di ferocia e crudeltà».</p>



<p>Non è avvenuto niente di tutto ciò. Nessuno di quanti hanno dato prova di «ferocia e crudeltà» è stato condannato; al contrario, il&nbsp;<a href="https://www.lanuovaeuropa.org/societa/2020/10/14/in-bielorussia-siamo-andati-oltre-la-protesta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grado di violenza non fa che aumentare</a>. I casi documentati di lesioni procurate nei dipartimenti di polizia e durante la detenzione istruttoria si contano a centinaia. Testimonianze di torture, umiliazioni e abusi sui cittadini fermati, comprovate da foto e video, evocano le atrocità delle forze naziste d’occupazione e dei boia dell’NKVD nella vostra terra.<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/11/minsk-221angelo.jpg" alt="lettera cristiani bielorussi" width="800" height="533"></p>



<p id="caption-attachment-14392"><em>(I. Kudrjavceva, pixabay).</em></p>



<p>Questa la testimonianza di padre Aleksandr Kuchta, che era fra i volontari e ha avuto modo di incontrare ragazzi fermati durante i primi giorni delle proteste: «Ero là e ho visto con i miei occhi persone con segni di pestaggi, picchiate al momento dell’arresto, torturate sul furgone, torturate in prigione. Persone torturate a suon di pugni, colpi di manganello e con elettroshock. Persone a cui non è stato dato da mangiare per tre giorni di fila, oppure lasciate all’aperto o rinchiuse in quaranta in celle di 5 metri per 6 (erano costrette a dormire in piedi), e periodicamente picchiate. Così, senza motivo. Solo perché qualcuno ne aveva la facoltà… C’era un ragazzo, a cui a forza di colpi di manganello si era formata una croce sulla schiena. Perché? A che scopo?».<br>Dall’inizio di agosto c’è stata più di una vittima, l’ultima è il trentunenne Roman Bondarenko, pestato a morte all’atto dell’arresto.</p>



<p>Alla vigilia della festa del Natale di Cristo ricordiamo con particolare ferita e dolore la storia del re giudeo che fece perire innumerevoli vite innocenti, spinto dalla paura di perdere il potere. Echeggiano le dolorose parole dei profeti dell’Antico Testamento: «Ascoltate, capi di Giacobbe, voi governanti della casa d’Israele: Non spetta forse a voi conoscere la giustizia? Nemici del bene e amanti del male, voi togliete loro la pelle di dosso e la carne dalle ossa. Divorano la carne del mio popolo e gli strappano la pelle di dosso, ne rompono le ossa e lo fanno a pezzi, come carne in una pentola, come lesso in un calderone. Allora grideranno al Signore, ma egli non risponderà; nasconderà loro la faccia, in quel tempo, perché hanno compiuto azioni malvagie» (<em>Mi</em>&nbsp;3,1-4).</p>



<p>I&nbsp;<a href="https://www.lanuovaeuropa.org/chiesa/2020/09/15/anche-la-chiesa-scende-in-piazza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministri della Chiesa di Cristo</a>&nbsp;che levano la voce contro la menzogna e la violenza in Bielorussia sono sottoposti a pressioni e minacce. «Lo Stato non resterà a guardare», «occorre che le forze dell’ordine facciano loro vedere quello che pensano»: queste le direttive delle autorità che vengono messe in atto.</p>



<p>All’arcivescovo cattolico Tadeusz Kondrusiewicz, che aveva fatto appello alle autorità perché iniziassero il dialogo e mettessero fine alla violenza, è stato vietato l’ingresso nel paese.</p>



<p>Vladimir Drobyševskij, sacerdote della diocesi di Gomel’, è stato condannato a 25 giorni di carcere per essere sceso in piazza con un cartello raffigurante Newton e la sua formula «a ogni azione segue una reazione», e per aver partecipato a una dimostrazione pacifica.</p>



<p>Padre Aleksandr Bogdan, della diocesi di Grodno, ha ricevuto un ammonimento per aver deposto dei fiori, il 13 settembre, in memoria del direttore del museo Konstatin Šišmakov, trovato morto poco dopo essersi rifiutato di firmare il verbale ufficiale delle votazioni.<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/11/memaryjal1-ybo04.jpg" alt="Lettera ai cristiani bielorussi" width="800" height="533"></p>



<p id="caption-attachment-14410"><em>Il memoriale improvvisato, in ricordo di R. Bondarenko a Minsk.</em></p>



<p>Dopo la distruzione del memoriale improvvisato sul luogo dell’arresto di&nbsp;<a href="https://www.repubblica.it/esteri/2020/11/13/news/bielorussia_migliaia_in_strada_dopo_la_morte_di_roman_bondarenko_ucciso_perche_voleva_vivere_in_un_paese_libero_-274245330/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roman Bondarenko</a>&nbsp;a Minsk il 15 novembre, e anche in altri luoghi, padre Sergij Lepin, presidente del Dipartimento informativo sinodale della Chiesa ortodossa bielorussa, ha scritto sulla sua pagina fb: «Non capisco perché ci si sia accaniti sui ritratti dell’ucciso, sui fiori deposti in sua memoria, perché si siano calpestati in maniera satanica lumini e icone, si siano voluti cancellare i memoriali improvvisati nei cortili, lungo le strade… Perché? Non erano stati autorizzati, giusto? E un simile comportamento e atteggiamento è forse autorizzato? Da chi?». Queste semplici domande sono costate al sacerdote un ammonimento ufficiale della procura, dove si legge, in particolare, che avrebbe coscientemente rinfocolato le tensioni esistenti nella società, attizzato l’odio nei confronti delle autorità, incitato all’aggressione; inoltre, che la sua dichiarazione conterrebbe elementi di diffamazione. Lo stesso ammonimento è pervenuto al vescovo cattolico Jurij Kosobuckij per le sue dichiarazioni critiche sullo stesso argomento.</p>



<p>Esprimiamo la nostra solidarietà, sostegno e profonda stima ai vescovi, sacerdoti e a tutti i cristiani che a proprio rischio e pericolo affermano la libertà e la dignità della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio.</p>



<p>Il vostro servizio, misericordioso e giusto, si esprime nella cura e nella compassione per ogni uomo picchiato, calunniato, umiliato, innocente e sofferente. Chiunque non sia sceso a compromessi con la coscienza per il proprio comodo e sicurezza è per noi un esempio di onestà e di coraggio.</p>



<p>Purtroppo, ora molti sono convinti che la Chiesa sia sempre schierata dalla parte dei potenti, che scenda sempre a compromessi con loro e ne faccia gli interessi. Il vostro servizio mostra che le cose non stanno così. L’omelia dell’arcivescovo Artemij di Grodno e Volkovysk, grazie alla pubblicazione su YouTube, ha riscaldato i cuori di decine di migliaia di persone. È l’amore a muovere tutti voi, clero e laici, uomini e donne – e l’amore è la forza più grande sulla terra.<br>Pensando a voi, non possiamo fare a meno di ricordare le parole del Patriarca Tichon al Soviet del commissari del popolo, un anno dopo la Rivoluzione d’ottobre: «Sappiamo che le nostre denunce susciteranno in voi solo rabbia e risentimento, e che in esse cercherete solo un pretesto per accusarci di opposizione all’autorità, ma quanto più alta si leverà la “colonna della malvagità” vostra, tanto più essa costituirà una fedele testimonianza della verità delle nostre denunce.<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lanuovaeuropa.org/wp-content/uploads/2020/11/minsk_chiesarossa.jpg" alt="chiesa rossa Minsk" width="800" height="527"></p>



<p id="caption-attachment-14393"><em>Minsk, la «Chiesa rossa» (Z. Fekar, pixabay).</em></p>



<p>Non è affar nostro giudicare l’autorità terrena, ogni autorità permessa da Dio riceverebbe la nostra benedizione, se realmente fosse “al servizio di Dio” per il bene dei sudditi e fosse temibile “non quando si fa il bene, ma quando si fa il male” (<em>Rm</em>&nbsp;13,3). A voi, invece, che usate il potere per perseguitare il prossimo, sterminare gli innocenti, rivolgiamo la nostra esortazione: celebrate l’anniversario della vostra permanenza al potere liberando i prigionieri, ponendo fine allo spargimento di sangue, alla violenza, devastazione, alle restrizioni poste alla fede; dedicatevi non a distruggere, ma a edificare l’ordine e la legalità, date al popolo requie dalle discordie fratricide come desidera e si merita. In caso contrario, vi sarà chiesto conto del sangue dei giusti che avete versato (<em>Lc</em>&nbsp;11,51), e di spada perirete, voi che avete impugnato la spada (<em>Mt</em>&nbsp;26,52)».</p>



<p>Ogni espressione della vostra libertà di spirito susciterà rabbia e scontento, ma non esiste altra via per i cristiani.</p>



<p>Possano rincuorarvi gli esempi dei santi Ambrogio di Milano, Giovanni Crisostomo, Filipp di Mosca e molti altri, che non temettero di denunciare il male e l’ingiustizia dei potenti. «Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce» (<em>Lc</em>&nbsp;11,33).</p>



<p>Noi preghiamo per la terra bielorussa, nella speranza che più nessuno sia umiliato, picchiato, torturato o ucciso per le sue convinzioni. Preghiamo per coloro che, eseguendo gli ordini, si sentono autorizzati ad usare la forza e le armi contro chi protesta. Preghiamo che chiunque indossa l’uniforme e porta le armi possa conservare anche la coscienza, l’onore e la dignità, la responsabilità nei confronti dei suoi concittadini, dei suoi fratelli e sorelle.</p>



<p>Crediamo che il dialogo pacifico sia l’unica alternativa alla violenza. In cammino verso il Natale, sappiamo che insieme a tutti voi che vivete a Minsk, Grodno, Gomel’, Brest, Mogilev, Vitebsk, in cittadine e villaggi, tra poco accoglieremo Gesù Bambino e udremo nella notte invernale le parole: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama!».</p>



<p>→&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScqprU0jmyLWSTjBzMhVotpYFvKZZeS34hdJOagvZVntHRtyQ/viewform" target="_blank"><em><strong>Clicca qui per sottoscrivere la Lettera</strong></em></a></p>



<p><a href="https://www.lanuovaeuropa.org/chiesa/2020/11/26/lettera-ai-cristiani-bielorussi/">La Nuova Europa</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Grido per la violenza e per la rovina»: una lettera aperta dei cristiani della Bielorussia</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/grido-per-la-violenza-e-per-la-rovina-una-lettera-aperta-dei-cristiani-della-bielorussia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[a1234]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 15:46:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Арганізацыя малітваў, сімвалічных дзеянняў]]></category>
		<category><![CDATA[Грэка-Каталіцкая Царква]]></category>
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					<description><![CDATA[I cristiani della Bielorussia di varie confessioni hanno lanciato un appello aperto per porre fine alla violenza nel Paese, ripristinare lo stato di diritto e indire nuove elezioni eque. «Chiediamo a tutti di pregare Dio e di fare tutto ciò che è in loro potere per ripristinare la pace, l’armonia e la giustizia nella nostra [&#8230;]]]></description>
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<a href="https://belarus2020.churchby.info/otkrytoe-pismo-xristian-belarusi"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/ru.png" alt="Читать по-русски"></a>



<a href="https://belarus2020.churchby.info/for-whenever-i-speak-i-cry-out-i-proclaim-violence-and-destruction-open-letter-from-christians-in-belarus"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/en.png" alt="To read of englisch"></a>



<a href="https://belarus2020.churchby.info/je-crie-a-la-violence-et-a-loppression-lettre-ouverte-des-chretiens-du-belarus/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/fr.png" alt="Lire en français"></a>



<a href="https://belarus2020.churchby.info/ich-rufe-gewalt-und-unrecht-offener-brief-von-christinnen-und-christen-in-belarus/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/10/de.png" alt="Deutsch"></a>



<a href="https://belarus2020.churchby.info/grito-por-la-violencia-lloro-por-la-ruina-una-carta-abierta-de-cristianos-en-belarus/"><img decoding="async" src="https://belarus2020.churchby.info/wp-content/uploads/2020/11/es.jpg" alt="Español"></a>



<p>I cristiani della Bielorussia di varie confessioni hanno lanciato un appello aperto per porre fine alla violenza nel Paese, ripristinare lo stato di diritto e indire nuove elezioni eque.</p>



<p>«Chiediamo a tutti di pregare Dio e di fare tutto ciò che è in loro potere per ripristinare la pace, l’armonia e la giustizia nella nostra casa comune Bielorussia. Chiediamo a tutti i cristiani di pronunciarsi pubblicamente contro l’illegalità e la violenza in Bielorussia, perché il silenzio significa cooperazione con gli oppressori» sottolinea la lettera aperta, firmata da migliaia di rappresentanti di varie fedi provenienti da tutte le regioni della Bielorussia.</p>



<p>Ecco il testo della lettera per intero:</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LETTERA APERTA DEI CRISTIANI DELLA BIELORUSSIA</strong></h2>



<p><em>Grido per la violenza e per la rovina</em><br>Bibbia, libro del profeta Geremia</p>



<p>«Noi, credenti di tutte le confessioni cristiane della Bielorussia, rendendoci conto della nostra responsabilità davanti a Dio e alla società, dichiariamo che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La distorsione deliberata delle informazioni sui risultati del voto alle elezioni presidenziali del 9 agosto 2020, lo spergiuro nei tribunali, la disinformazione nei media, le decisioni deliberatamente ingiuste non sono solo una violazione delle leggi della Repubblica di Belarus ma anche un grave peccato. Non mentire, non dire falsa testimonianza è comandamento di Dio.</li>



<li>L’uso di armi da parte degli organi di potere della Bielorussia, che ha portato alla morte di civili, alla tortura e l’inflizione di lesioni gravi, ha trasferito il confronto politico su un piano morale ed etico. È immorale sostenere azioni illegali delle autorità. Il silenzio sull’illegalità in Bielorussia infligge sofferenza a decine di migliaia di persone in tutto il Paese.</li>
</ul>



<p>«Un abominio per la sua anima: occhi orgogliosi, lingua bugiarda e mani che versano sangue innocente, cuore che forgia disegni malvagi, gambe che corrono rapidamente al male, spergiuro, bugiardo…» (Bibbia, Libro dei Proverbi).</p>



<p>Alzare la voce per la verità e la giustizia è il bisogno interiore dei cristiani che vivono in accordo con la legge morale del Vangelo e in armonia con la coscienza che è la voce di Dio.</p>



<p>Pertanto, noi, cristiani della Bielorussia, chiediamo a ogni persona che rappresenta gli organi statali di fare tutto ciò che è in vostro potere per:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Fermare la violenza contro i cittadini bielorussi che esprimono pacificamente la loro opinione sulla situazione nel Paese – diritto garantito dall’articolo 33 della Costituzione della Repubblica di Belarus.</li>



<li>Ripristina la legalità. Per fare ciò, è necessario rilasciare tutti i detenuti politici e assicurare alla giustizia i rappresentanti degli organi statali che hanno violato le leggi della Repubblica di Belarus.</li>



<li>Condurre al più presto le nuove elezioni presidenziali previste dalla legislazione della Repubblica di Belarus. Le elezioni devono soddisfare gli standard democratici internazionali.</li>
</ol>



<p>Siamo sicuri che l’adempimento di questi requisiti eliminerà le rivendicazioni dei cittadini bielorussi alle autorità e ripristinerà la pace pubblica.</p>



<p>Simpatizziamo con tutte le persone colpite. Il cuore dei cristiani in Bielorussia e le porte delle nostre chiese sono aperte a coloro che hanno bisogno di aiuto, indipendentemente dalle preferenze politiche.</p>



<p>Sosteniamo i cittadini bielorussi che esercitano il diritto dato da Dio e confermato dalla Costituzione della Repubblica di Belarus alla libertà di opinione e di credo, la loro libera espressione nel quadro della legge senza l’uso della violenza.</p>



<p>Chiediamo a tutti di pregare Dio e di fare tutto ciò che è in loro potere per ripristinare la pace, l’armonia e la giustizia nella nostra casa comune Bielorussia.</p>



<p>Chiediamo a tutti i cristiani di parlare pronunciarsi contro l’illegalità e la violenza in Bielorussia, perché il silenzio significa cooperazione con gli oppressori».</p>



<p>La lista viene: 6279.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oggi noi, la diaspora bielorussa in Italia, abbiamo avuto una grande delusione da parte del Vaticano</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/oggi-noi-la-diaspora-bielorussa-in-italia-abbiamo-avuto-una-grande-delusione-da-parte-del-vaticano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[a1234]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2020 19:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Арганізацыя малітваў, сімвалічных дзеянняў]]></category>
		<category><![CDATA[Выступленні, допісы ў фэйсбуку, інтэрв'ю]]></category>
		<category><![CDATA[Міжнародная царкоўная салідарнасць]]></category>
		<category><![CDATA[Рыма-Каталіцкая Царква]]></category>
		<category><![CDATA[Сведчанні]]></category>
		<category><![CDATA[Ватыкан]]></category>
		<category><![CDATA[Папа Францішак]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi noi, la diaspora bielorussa in Italia, abbiamo avuto una grande delusione da parte del Vaticano, già la seconda in poco tempo considerando che in data 3 novembre il Nunzio Apostolico in Bielorussia Ante Jozić ha consegnato a Lukashenko le sue lettere credenziali. Oggi volevamo portare all’Angelus in Vaticano la nostra bandiera di 30 metri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi noi, la diaspora bielorussa in Italia, abbiamo avuto una grande delusione da parte del Vaticano, già la seconda in poco tempo considerando che in data 3 novembre il Nunzio Apostolico in Bielorussia Ante Jozić ha consegnato a Lukashenko le sue lettere credenziali.</p>



<p>Oggi volevamo portare all’Angelus in Vaticano la nostra bandiera di 30 metri per ricordare al Papa quanto sta succedendo in Bielorussia, per pregare insieme ad altri fedeli e per dare un messaggio di sostegno ai nostri concittadini in patria che lottano pacificamente contro la dittatura.</p>



<p>I rappresentanti della nostra comunità sono andati subito ai controlli per dichiarare la bandiera e le sue dimensioni. Dopo un’ispezione accurata ci è stato detto che non potevamo portarla in Piazza San Pietro perché è una “bandiera degli oppositori di Lukashenko” e non è una bandiera statale. Ci hanno chiesto se avevamo altre bandiere, avevamo risposto “si, le bandiere più piccole e un drappo bianco con scritto Belarus”, ci hanno detto che non potevamo portare con sé in piazza né le bandiere più piccole né la scritta. Anzi dopo averci controllato i documenti, alle ragazze è stato chiesto di alzare le magliette per assicurarsi che nessuna avesse le scritte sul corpo.</p>



<p>Come si può accettare un trattamento del genere? Mentre il Papa si rivolge ai credenti invitandoli a pregare per il popolo bielorusso, mentre ha tutte le testimonianze davanti a sé delle crudeli e violente repressioni del regime, perché la Santa Sede intrattiene i rapporti diplomatici con Lukashenko? Perché la polizia che lavora presso il Vaticano tratta in questo modo le persone che vengono dal Papa? Gli uomini di fede non dovrebbero mai sostenere gli assassini, non dovrebbero mai scendere a patti con i tiranni, al contrario dovrebbero proteggere le persone indifese che non chiedono nient’altro che la libertà. Questi atteggiamenti ci lasciano profondamente amareggiati e delusi.</p>



<p><a href="https://www.facebook.com/belarusinitaly/posts/174665564299715">Supolka</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una Visione cristiana contro la Bielorussia di Lukashenko</title>
		<link>https://belarus2020.churchby.info/una-visione-cristiana-contro-la-bielorussia-di-lukashenko/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Наталля Васілевіч]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 09:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Аналітыка, каментарыі]]></category>
		<category><![CDATA[Выступленні, допісы ў фэйсбуку, інтэрв'ю]]></category>
		<category><![CDATA[Міжканфесійнае супрацоўніцтва]]></category>
		<category><![CDATA[ХРЫСЦІЯНСКАЯ ВІЗІЯ]]></category>
		<category><![CDATA[Наталля Васілевіч]]></category>
		<category><![CDATA[Хрысціянская візія]]></category>
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					<description><![CDATA[In Bielorussia, dopo la sesta rielezione di Alexander Lukashenko, le opposizioni sono scese in piazza denunciando brogli elettorali. Tra loro c’è Visione Cristiana, un’organizzazione il cui scopo è fare da ponte tra le comunità religiose e la politica, cercando modi per superare la crisi nel Paese e assicurare il consenso nella società sulla base della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Bielorussia, dopo la sesta rielezione di Alexander Lukashenko, le opposizioni sono scese in piazza denunciando brogli elettorali. Tra loro c’è Visione Cristiana, un’organizzazione il cui scopo è fare da ponte tra le comunità religiose e la politica, cercando modi per superare la crisi nel Paese e assicurare il consenso nella società sulla base della Costituzione.</p>



<p>[intervista a cura di Alessia Passarelli]</p>



<p>È il 1994 quando in Bielorussia, dopo aver dichiarato la propria indipendenza dall’Urss, sale per la prima volta al potere Alexander Lukashenko (vedi Confronti 10/2020). Da allora, è stato dapprima rieletto per due mandati, di cinque anni ciascuno; poi nel 2004 un referendum ha approvato una riforma costituzionale, che ha abolito i limiti di mandato. Il 9 agosto scorso l’annuncio della sua sesta rielezione sostenuta – secondo i dati ufficiali – dall’80,10% dei 5,3 milioni di votanti. Ma questa volta, a fronte di sondaggi che davano Lukashenko ad appena il 3% di gradimento fra gli elettori ed elettrici, le opposizioni sono scese in piazza per manifestare contro i brogli elettorali. Abbiamo parlato di questa delicata situazione, e del ruolo che in essa giocano le Chiese, con Natallia Vasilevich, teologa e attivista bielorussa del gruppo interreligioso Visione Cristiana il cui scopo è fare da ponte tra le comunità religiose e la politica cercando modi per superare la crisi nel Paese e assicurare il consenso nella società sulla base della Costituzione.</p>



<p><strong>Dopo più di venti anni dalla salita al potere di Alexander Lukashenko, la Bielorussia si è “risvegliata”. Cosa succede nel Paese? Cosa è cambiato con le elezioni di agosto? </strong></p>



<p>È fondamentale capire il contesto. Alexander Lukashenko è salito al potere nel ‘94 e negli anni ha accentrato sempre più i poteri sulla sua figura modificando la legislazione e, di fa tto, abolendo qualsiasi forma di opposizione. Perché la popolazione ha accettato tutto questo senza ribellarsi? Diciamo che le persone hanno avuto dei benefici dal Governo. C’era una sorta di contratto sociale che prevedeva da parte del Governo la garanzia di una certa stabilità economica, privilegi speciali per alcune categorie di lavoratori<br>(soprattutto nel settore informatico), e in un secondo momento, la garanzia del controllo sulla sovranità nazionale, soprattutto nei confronti della Russia. Inoltre, chiunque non fosse contento del governo poteva sempre emigrare. Questi benefici, se così li possiamo chiamare, compensavano la mancanza di libertà e di diritti. Diciamo che, per fare un paragone, come spesso accade nelle relazioni basate sull’abuso, è difficile uscirne. Negli anni Lukashenko ha inoltre goduto dell’appoggio dell’area cristiana più conservatrice. Alcune denominazioni protestanti che, nei primi anni del suo governo, venivano osteggiate con limitazioni e restrizioni sulla propria libertà di culto, hanno iniziato a supportarlo, timidamente, alla fine degli anni 2000. Di fronte all’immagine di un’Europa secolarizzata, sempre meno cristiana, promotrice dell’eguaglianza di genere e dei diritti delle comunità Lgbt, molti cristiani conservatori hanno visto in Lukashenko una garanzia a salvaguardia della tradizione e della loro idea di valori cristiani. Un forte elemento di rottura è stato l’arrivo della pandemia. Il fatto che il governo negasse l’esistenza del virus e del suo impatto, ha portato le persone ad aprire gli occhi e, di fronte ai malati, ai morti e alla mancanza di informazioni, ad auto-organizzarsi. Sono partite, ad esempio, campagne di crowdfunding per i medici. Così, quando sono state annunciate le nuove elezioni, molti avevano già iniziato a mobilitarsi e i candidati non mancavano. </p>



<p><strong>Come si è organizzata l’opposizione? </strong></p>



<p>Durante la campagna elettorale ci siamo ritrovati con un’opposizione formata da tre donne. Non è stato intenzionale: Svetlana Tikhanovskaya, ad esempio, diventata leader dell’opposizione, ha portato avanti la campagna del marito (il blogger e attivista Ivan Tikhanov) che era stato ingiustamente incarcerato. Il giorno delle elezioni, davanti ai seggi, c’erano file lunghissime di persone pronte a votare, vestite di bianco o con un fiocco bianco, simbolo dell’opposizione. Era chiaro a tutti che il suo consenso era molto ampio. </p>



<p>Dopo le elezioni, ufficialmente vinte da Lukashenko ma per cui le opposizioni hanno denunciato gravi brogli, Svetlana è stata costretta a rifugiarsi in Lituania e da lì ha continuato a supportare i manifestanti. I cortei, i sit-in, le manifestazioni, spontanee e numerosissime in tutto il Paese, vanno avanti da due mesi e a nulla sono valse le violente repressioni da parte delle forze dell’ordine per cercare di fermarle. Comunità religiose, laici, associazioni varie, comitati di quartiere, tutti si sono ritrovati per strada, con striscioni, cartelli, musica. Ci si ritrova così, usando i sistemi di messaggistica istantanea (Viber), tra vicini di casa, membri della stessa organizzazione, in vari angoli delle città, dei paesi, per chiedere, pacificamente ma a gran voce, verità,<br>diritti e nuove elezioni.</p>



<p><strong>Qual è stato il ruolo della Chiesa ortodossa nel periodo post-elezioni?</strong></p>



<p>È bene dire che all’interno della Chiesa ortodossa coesistono differenti anime e posizioni. Inizialmente c’è stato un piccolo nucleo di preti che ha pubblicamente appoggiato il regime. Sia il patriarca di Mosca (Kirill) che l’allora metropolita di Minsk (Pavel) si sono  congratulati con Lukashenko subito dopo le elezioni. La situazione è iniziata a cambiare a seguito delle eccessive violenze perpetrate sui manifestanti inermi. A quel punto non è stato più possibile validare il governo e il metropolita si è esposto con dichiarazioni di condanna per le violenze in atto, senza però chiamare in causa le autorità dello Stato responsabili delle repressioni. Alcuni vescovi, pur condannando le violenze, hanno intimato ai propri preti e fedeli di non mischiare la fede con la politica e di tenersi alla larga dalle manifestazioni. C’è, però, l’altra anima della Chiesa, quella formata da vescovi e preti scesi in piazza per dichiarare come queste manifestazioni fossero il risultato dei brogli elettorali e spronare i fedeli a ricercare la verità. È noto come molte delle manifestazioni siano partite da donne, spesso non più giovanissime. Tra le varie iniziative, vorrei ricordare quella di alcune di loro che hanno organizzato una preghiera ecumenica, boicottata da preti ortodossi ma supportata da quelli cattolici. Il risultato è stato una marcia di fedeli cattolici, ortodossi e protestanti con striscioni e bibbie a condanna delle violenze perpetrate dal governo. A seguito della marcia, una delle promotrici ha scritto una lettera, pubblicandola su Facebook, in cui chiedeva al metropolita Pavel un incontro. L’incontro c’è stato, un gruppo formato principalmente da donne, ha mostrato foto delle violenze, delle torture e ha chiesto al Metropolita di dissociarsi in qualche modo. Lukashenko ad agosto ha pubblicamente redarguito la Chiesa ortodossa per il suo coinvolgimento nella politica bielorussa.</p>



<p>La Chiesa, luogo di preghiera, dovrebbe occuparsi solamente degli aspetti spirituali dei propri fedeli, secondo Lukashenko. Per molti l’impegno nelle proteste viene inteso come un atto di coscienza e non come un’azione “politica”. Tante persone hanno perso fiducia nella Chiesa ortodossa, ma mentre alcuni si stanno rivolgendo ad altre chiese, come quella cattolica; altri, invece, continuano a fare lobby per cambiare il sistema dall’interno.</p>



<p><strong>Parlando di coloro che vogliono cambiare le cose dall’interno, che cos’è il gruppo <em>Visione Cristiana</em>? Come e perché è nato?</strong></p>



<p>Il gruppo Visione Cristiana è un’associazione informale, interreligiosa, nata all’interno del Consiglio di coordinamento. Il Consiglio di coordinamento è, invece, una struttura creata e voluta da Svetlana Tikhanovskaya dopo il suo esilio a Vilnius. Dal momento che non ha alle spalle né un partito né un’associazione, ha creato questa ampia piattaforma per far dialogare varie anime della società civile.<br>Anche io, per esempio, faccio parte del consiglio e sono tra le promotrici del gruppo Visione Cristiana.</p>



<p>L’idea è quella di fare da ponte tra le comunità religiose e la politica cercando modi per superare la crisi politica nel Paese e assicurare il consenso nella società sulla base della Costituzione. In particolare ci sono tre punti di azione su cui ci battiamo: 1) la fine immediata delle violenze e delle persecuzioni, conducendo indagini su ciò che è accaduto in fase post-elettorale; 2) il rilascio di tutti i prigionieri politici, la revoca degli ordini giudiziari illegali, il risarcimento dei danni a tutte le vittime; 3) lo svolgimento di nuove elezioni in conformità con gli standard internazionali.</p>



<p>Il gruppo Visione Cristiana richiama, inoltre, l’attenzione sulle numerose violazioni del diritto dei cittadini alla libertà di religione o credenza, e le persecuzioni per motivi politici nei confronti di figure e organizzazioni religiose. Siamo ancora agli inizi e speriamo di crescere. Riceviamo molte richieste da parte di preti o leader religiosi sul nostro lavoro. Per noi è molto importante anche l’attenzione che il mondo cristiano internazionale ha nei nostri riguardi, non ci fa sentire isolati.</p>



<p>Confronti. Mensile di religioni, politica, societa. 11 / 2020</p>
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